Pagina:Il diavolo.djvu/90

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82 Capitolo terzo

s’erano fatti padroni, essi citarono luoghi dell’Antico e del Nuovo Testamento, recarono in mezzo opinioni e sentenze di Padri e di Dottori della Chiesa, proposero quesiti imbarazzanti, con non piccola vergogna di chi standoli a udire, o pretendendo di scongiurarli, si avvedeva di saperne assai meno di loro. In una delle Visioni di San Furseo, i demonii disputano assai dottamente con gli angeli di peccati e di penitenza, citano le Scritture, e non si mostrano men buoni dialettici che teologi amplissimi. Altri esempii simili non mancano: si sa che il diavolo disputava assai acremente di teologia con Lutero.

Del resto non bisogna credere che tutti i diavoli avessero lo stesso sapere e fossero tutti d’una levatura. C’erano anche tra loro i più e i meno dotti, come c’erano i più e i meno avveduti. A suo luogo c’imbatteremo nel diavolo sciocco ed ignorante, concetto non così irragionevole come parrebbe a prima giunta. Se a un diavolo un certo sapere riusciva più gradito di un altro poteva, sembra, approfondirsi in quello. Cesario narra di un diavolo consigliere, per nome Oliviero, il quale era assai buon causi-