Pagina:Il diavolo.djvu/96

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88 Capitolo terzo

ravano il deserto come la propria stanza degli spiriti malefici, e tutti sanno a quali e quante angherie e vessazioni diaboliche soggiacessero nel deserto gli anacoreti. Alcune piante, come per esempio, il noce e la mandragora, si può dire che appartenessero al diavolo, mentre altre, come l’aglio, gli erano del tutto nemiche. Il carbone, la cenere gli conferivano, ma il sale gli toglieva ogni vigore, e lo stesso dicasi di alcune gemme. Gli animali anch’essi non si comportavano con lui tutti ad un modo: il rospo era un suo buon servitore, e il gallo un suo grande avversario.

Ho detto che molto poteva Satana sulle cose della umanità, e a persuadersene basta ricordare che la perdizione del genere umano fu opera sua. Ma anche in ciò bisogna distinguere. La potestà sua sopra l’umana natura, depravata dopo il peccato, era assai grande, ma non isconfinata, non assoluta. C’è l’uomo fisico e c’è l’uomo morale; c’è il corpo e c’è l’anima; e la potenza di Satana non si estendeva sopra entrambi egualmente. Il corpo, altrimenti detto la bestia, è in