Pagina:Il diavolo.djvu/97

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Potenza dei diavoli 89

certo modo un amico, un vassallo di Satana, e ci furono degli eretici i quali dissero chiaro e tondo che esso è fattura di lui e non di Dio. Il corpo, che è la prigione dell’anima, e un perpetuo fomentator di peccati, si piega docilmente ai voleri di chi non tende ad altro che a corromper l’anima. Se tra l’anima e il corpo c’è la discordia che tutti sanno, ne viene di conseguenza che il corpo è il naturale alleato del diavolo. E il diavolo ne profitta. Il diavolo blandisce il corpo e lo fa prosperare affinchè sempre più s’inorgoglisca contro quella meschinella dell’anima, e le cresca addosso; egli ne aguzza gli appetiti, ne inasprisce gli stimoli, ne corrobora le energie, ne moltiplica le sfacciate richieste, tanto che l’anima perde la bussola e si lascia fascinare a rimorchio. Ma può anche tenere il modo contrario. Per far rinnegare all’anima ogni pazienza, per farla invelenire e disperare, Satana può infestare il corpo di morbi, può tribolarlo con mille accidenti, come fece a quel pover’uomo di Giobbe. Le epidemie si credeva da molti fossero opera sua, e così ancora le epizoozie.