Pagina:Il libro dei versi (1902).djvu/114

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ORSO VIVO 103



T’accosta e ti posa sul molle guanciale,
Oliba! per l’aure del lido natale,
Oliba! pei canti del tuo gondolier!»
(Ma Oliba non muove nè voce nè passo,

Par fatta di sasso;

E il Re maledetto

S’attorce sul letto.)


« Oliba! per l’atra mannaia del boia!
Oliba! pel sacro furore del Re!
Per l’acre geènna! per l’Orco e la foja!
Pei mille assassinj che pesan su me!
T’accosta, o fanciulla dal sen di cammèo,
Dal crin di basalte, dall’occhio giudèo,
Non far ch’io demente ti schiacci col piè!
L’ansante tuo petto m’innondi di gioia!
Oliba! per l’atra mannaja del boja!
Oliba! pel sacro furore del Re! »
(Ma Oliba non muove nè voce nè passo.

Par fatta di sasso;

E il Re maledetto

S’attorce sul letto.)


« A me Ligula!» repente
Urla il Duca, ed un serpente