Pagina:Il mio cuore fra i reticolati.djvu/109

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E ti accerto che ci ho messo tutta la buona mia volontà: anche perchè...

— Perchè?...

— Ma... sono un idiota: che vuoi farci... temo di esserne cotto e biscotto.

— Aaah! benone! A meraviglia! La cosa dunque ti riuscirà più facile, adesso che....

— Anzi, al contrario. Finchè ero padrone dei miei nervi, potevo agire con fredda e calcolata prudenza. Adesso che comincio a sentirmi turbato ogni volta che la vedo o che la penso, temo di non poter più comandare al mio cervello.

— Va là che tutto andrà bene. Ti aiuterò io, vedrai.

— Sì, sto fresco! No, no, è meglio che tu non faccia nulla, otterresti il risultato opposto.

— Ma perchè?...

— Ti ama, capisci, ti ama, ed è una cosa delicatissima, pericolosissima strappare una donna dall'oggetto della sua passione...

— O del suo capriccio.

— No, no, credo che si tratti proprio di passione.

— Ma infine non bisogna disperare...

— Non dispero. Dico che è difficile. D'altronde Maura mi piace assai assai. Oh come mi piace! Tu sai che non rinunzio mai a ciò che mi piace.