Pagina:Il podere.djvu/239

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gazzo si divertiva a chiuderla con un poco di argilla: bastava che vi pigiasse sopra il pollice. Pensò anche a tutta la gente che conosceva ed era morta senza che gliene fosse importato nulla. Anch’egli, ora, poteva morire, e nessuno lo avrebbe rimpianto. Dopo qualche anno, nessuno se ne sarebbe più ricordato. Mentre la Casuccia, a ogni primavera, ridoventava verde e fresca; e i pioppi della Tressa si innalzavano sempre di più. Ora, sentiva la sua miseria!

L’avvocato, vedendolo così avvilito, gli disse con una chiarezza che poteva rianimarlo:

— Se tu vuoi dare retta a me, dovresti fare subito un’ipoteca con il Credito Fondiario del Monte dei Paschi. Tu hai già due cambiali da scontare e sono sicuro che non avrai il denaro per tutte le scadenze. Guarda quanto è tutto insieme il denaro che devi dare, e fai un debito solo. È meglio. Così, ogni sei mesi, potrai pagare le rate; che non sono molto grosse. In tutto, mi pare che tu abbia una passività di quasi quattordicimila lire. Devi calcolare, poi, le dugento lire per il sensale e altre spese che ti possano capitare prima che il podere cominci a fruttarti. Si arriva, direi, a quindicimila lire. Bisogna, però, che la tua matrigna acconsenta a cedere il suo diritto di prima ipotecaria al Credito Fondiario. Que-