Pagina:Il podere.djvu/242

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— Non capisce che se io l’ho subito tenuta in casa con me vuol dire che intendo di volerle bene?

Un singhiozzo quasi la fece sbalzare:

— Pensa che faresti un azione, che io non mi merito!

Egli rispose, chinando la testa:

— Ha sempre paura!

E andò nel campo; quasi allegro. Parlò con tenerezza agli assalariati; e credette di aver fatto pentire Berto, perchè non rispondeva nè meno una parola.

Nell’aria era come un incendio; le galline, accovacciate sotto la parata, crocchiolavano di rado; quasi non avessero più voce. Sembrava che dovessero doventare incapaci a moversi di lì; come il muro dell’aia; come le pietre. Egli si lasciava prendere dal desiderio di sentirsi buono, e sognava che anche i pioppi della Tressa lo sapessero.

La mattina dopo, era domenica; e mentre la gente passava per andare alla messa stava appoggiato a un pilastro del cancello. I contadini pigliavano anche attraverso i campi, per i viottoli; e alcuni dovevano guadare la Tressa. La chiesa di Colle, in cima a un poggetto aguzzo, tra quattro cipressi alti, con le fronde soltanto in punta, come pennacchi rotondi, suonava.

La campagna dinanzi alla Casuccia era coltivata; ma senza case. Soltanto un po-