Pagina:Il tesoro.djvu/337

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cavallo, e, più lontano ancora, rumori confusi e indistinti.

Elena ascoltava e una tristezza senza nome le calava nel cuore; i rumori delle vie le davano una potente sensazione di vita, la percezione di coloro ch’erano sani, che si muovevano, che nessun dolore, nessun intorpidimento, nessun letargo fisico, com’era il suo, richiamava ad una fissa e struggente idea di morte.

E pensò al vecchio gentiluomo israelita, che era morto così tardi, mentre ella moriva troppo presto; ricordò gli scherzi che in un tempo ella aveva detto a proposito del vecchio signore, e per un momento rivisse in quei giorni e sembrandole di intuire soltanto ciò che ora realmente accadeva, ne provò una sensazione di profonda meraviglia. Ma si svegliò tosto, e tornando alla realtà del presente sentì che aveva amato assai il padre di Paolo, perchè padre di lui, mentr’egli certamente era morto ignorando l’esistenza di lei.

Non provava alcuna gioia al pensiero di Paolo libero finalmente di convertirsi; solo, con ostinazione segreta, pensava sempre alla morte del vecchio, al mistero profondo e solenne che si avvicinava anche a lei.

E mentre dall’interno del cuore, evocato dai rumori della via e dalle sensazioni della vita, prorompeva un lamento d’angoscia, una tacita invocazione all’esistenza, la ragione, nel sopore del-