Pagina:Iliade (Monti).djvu/179

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168 iliade v.80

I nostri giuramenti, e in suo segreto80
Agli uni e agli altri macchinar ne sembra
Grandi infortunii, finchè l’ora arrivi
Ch’Ilio per voi s’atterri, o che voi stessi
Atterrati restiate appo le navi.
Or quando il vostro campo il fior racchiude85
Degli achivi guerrieri, esca a duello
Chi cuor si sente: lo disfida Ettorre.
Eccovi i patti del certame, e Giove
Testimonio ne sia. Se il mio nemico
M’ucciderà, dell’armi ei mi dispogli,90
E le si porti; ma il mio corpo renda,
Onde i Troiani e le troiane spose
M’onorino del rogo. Ov’io lui spegna,
Ed Apollo la palma a me conceda,
Porteronne le tolte armi nel sacro95
Ilio, e del nume appenderolle al tempio:
Ma l’intatto cadavere alle navi
Vi sarà rimandato, onde d’esequie
L’orni l’achea pietade e di sepolcro
Su l’Ellesponto. Lo vedrà de’ posteri100
Naviganti qualcuno, e fia che dica:
Ecco la tomba d’un antico prode
Che combattendo coll’illustre Ettorre
Glorïoso perì. Questo fia detto,
Ed eterno vivrassi il nome mio.105
   All’audace disfida ammutoliro
Gli Achei, tementi d’accettarla, e insieme
Di recusarla vergognosi. Alfine
In piè rizzossi Menelao, nell’imo
Del cor gemendo, ed in acerbi detti110
Prorompendo gridò: Vili superbi,
Achive, non Achei! Fia questo il colmo
Dell’ignominia, se tra voi non trova