Pagina:Iliade (Monti).djvu/279

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268 iliade v.280

O di strale ferito darà volta280
Sopra il suo cocchio, allor t’avanza. Avrai
Tal da Giove un vigor ch’anco alle navi
La strage spingerai, finchè la sacra
Ombra si stenda su la morta luce.
   Disse, e sparve. L’eroe balza dal cocchio285
Risonante nell’armi, e nella mano
Palleggiando la lancia il campo scorre,
E raccende la pugna. Allor destossi
Grande conflitto. Rivoltaro i Teucri
Agli Achivi la faccia, e di rincontro290
Le lor falangi rinforzâr gli Achivi.
Venuti a fronte, rinnovossi il cozzo,
E primiero si mosse Agamennóne
Innanzi a tutti di pugnar bramoso.
   Muse dell’alto Olimpo abitatrici,295
Or voi ne dite chi primier si spinse
O troiano guerriero od alleato
Contro il supremo Atride. Ifidamante,
D’Antenore figliuolo, un giovinetto
D’altere forme e di gran cor, nudrito300
Nell’opima di greggi odrisia terra.
L’educò bambinetto in propria casa
Della bella Teano il genitore
Cisséo l’avo materno, e maturati
Di glorïosa pubertate i giorni305
Sposo alla figlia il diè. Ma colta appena
D’Imen la rosa, al talamo strappollo
Da dodici navigli accompagnato
Della venuta degli Achei la fama.
Quindi lasciate alle percopia riva310
Le sue navi, pedone ad Ilio ei venne,
E primo si piantò contro l’Atride.
Giunti al tiro dell’asta, Agamennóne