Pagina:Iliade (Monti).djvu/314

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v.325 libro duodecimo 303

Fondamento alle torri. Intorno a questi325
Travagliansi i Troiani, ampia sperando
Aprir la breccia. Nè perciò d’un passo
S’arretrano gli Achei, ma di taurine
Targhe schermo facendo alle bastite,
Ferían da quelle chi venía di sotto.330
   Animosi dall’una all’altra torre
L’acheo valor svegliando ambo frattanto
Scorrean gli Aiaci, e con parole or dure
Or blande rampognando i neghittosi,
O compagni, dicean, quanti qui siamo335
Primi, secondi ed infimi (chè tutti
Non siamo eguali nel pugnar, ma tutti
Necessari), or gli è tempo, e lo vedete,
D’oprar le mani. Non vi sia chi pieghi
Dunque alle navi per timor di vana340
Minaccia ostil, ma procedete avanti,
E l’un l’altro incoratevi, e mertate
Che l’Olimpio Tonante vi conceda
Di risospinger l’inimico, e rotto
Inseguirlo fin dentro alle sue mura.345
   Sì sgridando, animâr l’acheo certame.
Come cadono spessi ai dì vernali
I fiocchi della neve, allorchè Giove
Versa incessante, addormentati i venti,
I suoi candidi nembi, e l’alte cime350
Delle montagne inalba e i campi erbosi,
E i pingui seminati e i porti e i lidi:
L’onda sola del mar non soffre il velo
Delle fioccanti falde onde il celeste
Nembo ricopre delle cose il volto;355
Tale allor densa di volanti sassi
La tempesta piovea quinci da’ Teucri
Scagliata e quindi dagli Achivi; e immenso