Pagina:Iliade (Monti).djvu/357

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24 iliade v.764

Retrocesse fra’ suoi tosto il ferito,
Cui penzolava dalla man l’infisso765
Frassíneo telo. Glielo svelse alfine
Il generoso Agénore, e la piaga
Destramente fasciò d’una lanosa
Fionda che pronta il suo scudier gli avea.
   Al trïonfante Atride si converse770
Pisandro allor di punta, e negro fato
A cader lo spigneva in rio certame
Sotto i tuoi colpi, o Menelao. Venuti
Ambo all’assalto, gittò l’asta in fallo
Il figliuolo d’Atréo. Colse Pisandro775
Lo scudo ostil, ma non passollo il telo
Dalla targa respinto e nell’estrema
Parte spezzato; nondimen gioinne
Colui nel core, e vincitor si tenne.
Tratto il fulgido brando, allor l’Atride780
Avventossi al nemico, e questi all’ombra
Dello scudo impugnò ferrata e bella
Una bipenne, nel polito e lungo
Manico inserta di silvestre olivo.
Mossero entrambi ad un medesmo tempo.785
Al cono dell’elmetto irto d’equine
Chiome sotto il cimier Pisandro indarno
La scure dechinò; l’altro lui colse
Nella fronte, e del naso alla radice.
Crepitò l’osso infranto, e sanguinosi790
Gli cascâr gli occhi nella polve al piede.
Incurvossi cadendo, e Menelao
D’un piè calcato dell’ucciso il petto,
L’armi n’invola, e glorïoso esclama:
   Ecco la via per cui de’ bellicosi795
Dánai le navi lascerete alfine,
Perfidi Teucri ognor di sangue ingordi.