Pagina:Iliade (Monti).djvu/412

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v.796 libro decimoquinto 79

Non son divisi che d’un punto solo:
Così tremava degli Achivi il petto;
Ed Ettore parea crudo lïone
Che in prato da palude ampia nudrito
Un pingue assalta numeroso armento.800
Ben egli il suo pastor vorría da morte
Le giovenche campar; ma non esperto
A guerreggiar col mostro, or tra le prime
S’aggira ed or tra l’ultime; alfin l’empio
Vi salta in mezzo, ed una ne divora,805
E ne van l’altre impaurite in fuga:
Così davanti ad Ettore ed a Giove
Fuggían percossi da divin terrore
Tutti allora gli Achei. Restovvi il solo
Micenéo Periféte, amata prole810
Di quel Copréo che un giorno al grande Alcide
Venne dei duri d’Euristéo comandi
Apportatore. Di malvagio padre
Illustre figlio risplendea di tutte
Virtù fornito Periféte, ed era815
E nel corso e nell’armi e ne’ consigli
Tra’ Micenéi pregiato e de’ primieri.
Ed or qui diede di sua morte il vanto
Alla lancia d’Ettór. Chè mentre indietro
Si volta nel fuggir, nell’orlo inciampa820
Dello scudo, che lungo insino al piede
Dalle saette il difendea. Da questo
Impedito il guerrier cadde supino,
E dintorno alle tempie in suono orrendo
La celata squillò. V’accorse Ettorre,825
E l’asta in petto gli piantò, nè alcuno
Aitarlo potea de’ mesti amici,
Del teucro duce paurosi anch’essi.
Abbandonato delle navi il primo