Pagina:Iliade (Monti).djvu/424

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v.185 libro decimosesto 91

Folgoranti. Alle gambe primamente185
I bei schinieri si ravvolse adorni
D’argentee fibbie. La corazza al petto
Poscia si mise del veloce Achille
Screzïata di stelle. Indi la spada
Di bei chiovi d’argento aspra e lucente190
Dall’omero sospese. Indi lo scudo
Saldo e grande imbracciò: la valorosa
Fronte nell’elmo imprigionò, su cui
D’equine chiome orrendamente ondeggia
Una cresta. Alfin prese, atte al suo pugno,195
Valide lance; ed unica d’Achille
L’asta non prese, immensa, grave e salda
Cui nullo palleggiar Greco potea,
Tranne il braccio achilléo: massiccia antenna
Sulle cime del Pélio un dì recisa200
Dal buon Chirone, ed a Peléo donata,
Perchè fosse in sua man strage d’eroi.
   Comanda ei quindi che i cavalli al cocchio
Subito aggioghi Automedon, guerriero
Cui dopo Achille rompitor di squadre205
Sovra ogni altro ei pregiava: ed in battaglia
Nel sostener gl’impetuosi assalti
Del nemico, ad Achille era il più fido.
Rotti adunque gl’indugi, Automedonte
I veloci corsieri al giogo addusse210
Balio e Xanto che un vento eran nel corso,
E partoriti a Zefiro gli avea
L’Arpia Podarge un dì ch’ella pascendo
Iva nel prato lungo la corrente
Dell’Oceán. Dall’una banda ei poscia215
Pedaso aggiunse, corridor gentile,
Cui seco Achille un dì dalla disfatta
Città d’Eezïon s’avea condotto;