Pagina:Iliade (Monti).djvu/426

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v.252 libro decimosesto 93

Di Perieréo figliuol, che tolta in moglie
L’avea solenne e di gran dote ornata.
   Guidava la seconda il marzio Eudoro
Generato di furto, a cui fu madre255
La figlia di Filante Polimela,
Danzatrice leggiadra. Innamorossi
In lei Mercurio un dì che alle cantate
Danze la vide della Dea che gode
Del romor delle cacce e d’aureo strale;260
La vide, e della casa alle superne
Stanze salito giacquesi furtivo
Il pacifico Iddio colla fanciulla,
E lei fe’ madre d’un illustre figlio,
D’Eudoro, egregio nella pugna al pari265
Che rapido nel corso. E poichè tratto
Fuor l’ebbe dal materno alvo Ilitía
Curatrice de’ parti, e l’almo ei vide
Raggio del Sol, la genitrice al prode
Attóride Echecléo passò consorte,270
Di largo dono nuzïal dotata.
Nudrì poscia il fanciullo ed allevollo
L’avo Filante con paterna cura,
E di figlio diletto in loco il tenne.
   Capitan della terza era il valente275
Memalide Pisandro, il più perito
De’ Mirmidóni nel vibrar dell’asta
Dopo il compagno del Pelíde Achille.
   La quarta il veglio cavalier Fenice,
E conducea la quinta Alcimedonte,280
Di Laerce buon figlio. Or poichè tutti
Gli ebbe schierati co’ lor duci Achille,
Gravi ed alte parlò queste parole:
   Mirmidoni, di voi nullo mi ponga
Le minacce in obblío, che, mentre immoti285