Pagina:Iliade (Monti).djvu/435

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102 iliade v.558

Corrompono la speme e la fatica:
Così gementi corrono e sbuffanti
I troiani cavalli. Intanto rotte560
Le prime schiere, di Menézio il figlio
Le ricaccia, le stringe alla marina,
Lor tagliando il ritorno al desïato
Ilio; e tra il mare e il Xanto e l’alto muro
Incalzava, uccideva e vendicava565
Molte morti d’eroi. E primamente
Ferì d’asta Pronóo che mal di scudo
Copriasi il petto. Lo trafisse; e quegli
Giù cadendo, nell’armi risonò.
Poi d’Enópo il figliuol Téstore assalse570
Impetuosamente. Iva costui
Sovra elegante cocchio, la persona
Curvo ed in atto di raccor le briglie,
Che smarrito nel cor s’avea lasciato
Dalle mani fuggir. Gli si fe’ sopra575
L’eroe coll’asta, e tal gli spinse un colpo
Su la destra mascella, che la siepe
Sprofondógli dei denti. A questo modo
Infilzato nell’asta sollevollo
Dalla conca del cocchio, e il trasse a terra.580
Quale il buon pescator sovra sporgente
Scoglio seduto colla lenza, armata
Di fulgid’amo, fuor dell’onda estragge
Enorme pesce; a cotal guisa il Greco
Fuor del cocchio tirò colla lucente585
Asta il confitto boccheggiante, e poscia
Lo scrollò dalla picca, e lungi al suolo
Lo gittò sanguinoso e senza vita.
   Quindi Eríalo, che contro gli venía,
Giunge d’un sasso al mezzo della fronte,590
E in due, chiusa nel forte elmo, la spacca.