Pagina:Iliade (Monti).djvu/497

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164 iliade v.354

Col troiano valore in generose
Prove la gloria marzïal divise:355
Ma per Ilio a pugnar e per le mogli
Ne sforzerà. Nella cittade adunque
Ripariamo, e si segua il mio sentire,
Chè le cose avverran com’io v’assenno.
L’alma notte or sopito in dolce calma360
Tien d’Achille il furor: ma se dimani
All’assalto prorompe, e qui ne trova,
Certo talun conoscerallo, e quanti
Dar potranno le spalle, e dentro il sacro
Ilio camparsi, si terran beati;365
Ma pria ben molti rimarran pastura
Di voraci avoltoi. Deh ch’io non oda
Sì rio caso giammai! Se al mio ricordo,
Benchè non grato, obbedirem, la notte
Spenderem ne’ rinforzi e ne’ consigli.370
E le torri e le porte e i contrafforti
De’ ben commessi tavolati intanto
Faran sicura la città. Poi tutti
D’arme orrendi domani al nuovo Sole
Starem su i merli. E s’ei lasciato il lido375
Verrà nosco a pugnar sotto le mura,
Duro affar troveravvi, e poichè stanca
In vane giravolte avrà la foga
De’ suoi superbi corridor, gli fia
Forza alle navi ritornar confuso;380
Nè di scagliarsi dentro alla cittade
Daragli il cuore, e pria che porla al fondo,
Ei farà sazii del suo corpo i cani.
   Qui tacque; e bieco gli rispose Ettorre:
Tu non mi fai gradevole proposta,385
Polidamante, no, quando n’esorti
A serrarci di nuovo entro le mura.