Pagina:Iliade (Monti).djvu/623

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290 iliade v.1035

Tutti occupava i circostanti Achei.1035
L’uno all’altro appressati a fiero assalto
Si disserrâr tre volte, e tre alla vita
Impetuosi s’investîr. Primiero
Aiace traforò di Dïoméde
Il rotondo brocchier, ma non la pelle1040
Dall’usbergo difesa. Indi il Tidíde
Sopra la penna dello scudo all’altro
Spinse rapido l’asta, e nella strozza
Gliel’appuntò. D’Aiace al fier periglio
Spaventârsi gli Achivi, e della pugna1045
Gridâr la fine, e premio egual. Ma il brando
Col bel cinto l’eroe diello al Tidíde.
   Grezzo, qual già dalla fornace uscío,
Un gran disco il Pelíde allor nel mezzo
Collocò. Lo solea l’immensa forza1050
Scagliar d’Eezïone; a costui morte
Diè poscia il divo Achille, e nelle navi
Con altre spoglie si portò quel peso.
Ritto alzossi, e gridò: Sorga chi brama
Così bel premio meritarsi. In questo1055
Il vincitor s’avrà per cinque interi
Giri di Sole di che all’uopo tutto
Provveder de’ suoi campi anche remoti:
Nè suoi bifolchi nè pastori andranno
Per bisogno di ferro alla cittade,1060
Chè questo ne darà quanto è mestiero.
   Levossi il bellicoso Polipete;
Levossi Leontéo, forza divina;
Levossi Aiace Telamónio, e seco
Il muscoloso Epéo. Locârsi in fila,1065
E primo Epéo scagliò l’orbe rotato,
Ma sì mal destro, che ne rise ognuno.
Il rampollo di Marte Leontéo