Pagina:Iliade (Monti).djvu/624

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v.1069 libro ventesimoterzo 291

Fu secondo a lanciar: terzo il gran figlio
Di Telamone, che con man robusta1070
Ogni segno passò: quarto alla fine
Con fermo polso Polipete il disco
Afferrò. Quanto lungi un pastorello
Gitta il vincastro che rotato in alto
Vola sopra l’armento; andò di tanto1075
Fuor del circo il suo tiro. Applause tutto
Il consesso: affollârsi i fidi amici
Del forte Polipete, e alla sua nave
Portâr del disco la pesante massa.
   Invitò quindi i saettieri, e in mezzo1080
Dieci bipenni espose e dieci accette;
E piantato lontano nell’arena
Un albero navale, avvinse a questo
Con sottil fune al piede una colomba,
Segno alle frecce. Le bipenni prenda1085
Chi l’augel coglie, e le si porti. Quello
Che il fallisca, e a toccar vada la fune,
Essendo inferïor, s’abbia l’accette.
   Ciò detto appena, presentossi il forte
Re Teucro, e Merïon d’Idomenéo1090
Prode sergente, e in un sonoro elmetto
Agitate le sorti, uscì primiero
Teucro, e tosto lo stral tirò di forza.
Ma perché non aveva votata a Febo
Di primo-nati agnelli un’ecatombe,1095
Sfallì l’augello (chè tal lode il Dio
Gl’invidïò); sol colse al piè la fune
Che legato il tenea. Tagliolla il dardo;
Libera la colomba a volo alzossi
Per lo cielo, e fuggì; cadde la fune,1100
E di plausi sonar s’udía l’arena.
Ratto allora di mano a Teucro tolse