Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/54

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quando si vide a passi gravi e tardi
Dalla parte ove rota il suo viaggio
204La terra, e obliqui al sole invia gli sguardi,

Pensierosa salir l’ombra d’un saggio,
Che il dito al mento e corrugata il ciglio,
207Uom par che frema di veduto oltraggio.

Dalla fronte sublime e dal cipiglio
Nobilmente severo si procaccia
210Testimonianza il senno ed il consiglio.

Come trasse vicino, alzò la faccia,
Gl’insubri ravvisò spirti diletti;
213E mosse prima che il parlar le braccia.

Allor si vide con amor tre petti
Confondersi e serrarsi, ed affollarse
216Gli uni su gli altri d’amicizia i detti.

Lo stringersi a vicenda e il dimandarse
Tra quell’alme finito ancor non era,
219Che di note sembianze altra n’apparse;

E corse anch’ella, ed abbracciò la schiera
Concittadina. Il volto avea negletto,
222Negletta la persona e la maniera.