Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/63

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

(63)

Forza li vinse: e che può forza in core
Che verace virtute in sè raduna?
99Cede il giusto la vita e non l’onore;

L’onor su cui nè strale di fortuna,
Nè brando nè tiranno nè lo stesso
102Onnipossente non ha possa alcuna.

Qual madre che del figlio intende espresso
Grave fallo, si tace e non fa scusa,
105Ma china il guardo per dolor dimesso,

E tutta volta col tacer l’escusa;
Tal si fece Lorenzo, mansueta
108Alma cortese a perdonar sol usa.

Ma col cenno del capo il fier poeta
Plause a quel dir, che il generoso fiele
111De’ bollenti precordii in parte acqueta.

Aprì di nuovo al ragionar le vele
Verri frattanto, e non ancor, soggiunse,
114Tutto scorremmo questo mar crudele.

Poichè protetta la Rapina emunse
Del popolo le vene, e di ben doma
117Putta sfacciata il portamento assunse: