Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/39

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P R I M O. i? Del famofo di F riffa Aureo CM anime’ VETHEREO GRÓMO, al fortunato, Carlo Di nome Quinto, e di valor primiero, Caro non men, ctiobedtente s e fido. E pensando al alt ijfima dottrina, Che lpretio fo manto in se nasconde, Del foco, onde /adorna ilhel monile, ffl cor sentiChauea tallo infiamrnarfi. T al che al fin tutto riarse. E non potendo Viit tener chiuso l’honorato incendio, ’Difar con l oprel gra n defio palese Seco prese magnanimo configlio. Quinci piìt bella, e più fiedita natte y na f ed"opra, on drapello accolse, VoHainpunto in vnpunto, e compagnia Scelta à l’altero, e glorioso fatto Atta più ch’altra, e più à’honore accesa $ Verso’lbramatoauenturoso lito Le r-verdi 3 e bianche vele al vento fiarse. Furoi compagni suoi saggio Diletto, E Vero Studio, e S offerir Collante, E Sperar Saldo, evie più d’altro forte. Fermo del fael Fattor» Declino Amico. Con quelligìa la trionfante schiera Giaccm’Antònio Giorno appellato Echereo per l’alctz za de gli ftttdi Cuoi.» Verdi, e bian che, cioè, Spe’ ranza, e Fede CCpagnia alle gorica.