Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/41

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3 * P R I M O: (he sempre volontariee non arate Partoriscon le terre > e i dola frutti ’Pendono ognhor da le non tolte ititi. Quitti colei, che con amica legge Soavemente aglt Animanti impera, Pie gli altri ancor dal buon domino esclude, Tien suo sublime s ^honorato seggio. E qui ft Batta il Gran Tesoro ascoso 9 V Iti ma Speme de’ veraci Amanti Di Sapienza non errante * e vana. E quifìnhebhe il coraggioso corso. irabilcosa adir, ch/n apprejfrando Let Regai terra, uscir rattofu vi (io Da l’alta prora, e giù calar neipiano Di smisurata insolita grandezza, E,di vari color Serpe nouella, C be nel verde terren tutta s’ascose, Tale } ò tiHefra ancer forse, miraro (E lo Stimar felice augurio ) quando Sctolser la naue da lapatria riua 1 Venturier (ampagni in cima apparsa A la medesma prora, en vn momento Celarfi à gli occhi altrui quafìbaleno. Segno (se da l’effetto il uer fi mira) D’alt a prudenza al cominciare vsata, BpoBa Li Natura. Il lapis Philo fophorum cer caco da gli Al chìnufti» Auguri poeti CÌ.