Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/58

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48 libro Entro’l Guenier ne la guardai a soglia» £Wg iafo£ Giunse * tifatali: il seme/farse, de! vdio UÌ d? C befùda Palla, e dalfratei serbato ro, vedi u fua Quando Thtbefondo Linvitto Cadmo» dio? 1 * in ° ul ’ £ r videnat*l, ùrgogliosabiada Far fi in va tempo metitrice, e me/Je. sii fine ilfero } e jfauenteuol drago Gtacerfiscòrse in forte sonno immerso. Indi a la ricca attentar osapianta Lieto Rendendo il caloroso braccio, V’fe riportò Tine&imahilpregia, Onde (s* Apollo pur dritto m’inffrira) Tolto vcdrem tingiuflo Impero al Trace t E cinto à GRÒ M 0*1 crin d’aurea foronai DEL