Pagina:Ingegneri - Contro l'alchimia e gli alchimisti palinodia dell'Argonautica, 1606.djvu/72

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ii L I B R O e Rimerà. d. a.rpt- nobi- £ per occolta, efòtterranea Brada,’ liflìtm di Breta g,,./ 1 gna.Fiiofofosé cguai altro A’jeo, mapmprudente amante dei^ottjffiaio ’ Ver0 ^wor di Sapienza-spinto s,liM°o„t m™ì Per v,r p***• N“Orale, e Maga, co de gli He- In quel lago beato al fin ri forfè, (he nel bel fino fortunato accoglie La fatai patria ^oudilatino H omero La (ùggia Manto apparecchio la culla. 0 quante, e quante nel rui aggio ignoto Scoperje di Natura opre/egrete 3 Sfa ai di pietre virtù» quai di metalli; (hefur poi tutte al (aptliuti conte: Al C aptlluti, il qual dal Mincio eletto Ter la degna ambafeiata, allegro vide Sì rara compagnia, sì caro incontro i E Viepiù quando il belprejente fcòrje, p aDe> incorai Che fu di Pane vrìampioftmulacro, r < Hiefogdfico ^ on h*?ba caprina, elvolto accefo,.QeilVmueriò. fon irte corna s e’ngiù dal’<-vmbilico in fin al piè, che pur caprin rajfembra, D hi(fidi <~velli, e lunghi era coperto. Vie la de Braci tene a roga fampogna L>t fette canne» e*l PaBoralritorto N e la (ini Lira. Horcon sì grato auffìcìo Vvn