Pagina:Intorno alla Strada Ferrata dell'Italia Centrale.djvu/6

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era di staccare arditamente da S. Felice un piano inclinato quanto occorreva fino a S. Mommè, succeduto poi da un altro con una galleria piuttosto lunga (metri 3900) da attivarsi ambedue con macchine fisse a corde, o giungere così a Pracchia percorrendo la più breve distanza possibile. L’altro mezzo era di volgersi sui contrafforti dell’Appennino alla sinistra dell’Ombrone, e traendo il miglior partito possibile dalla disposizione del terreno, alzarsi a poco per volta fino al punto da poter fare una galleria non tanto lunga, conservando sempre pendenze tali da poter percorrere tutta la strada con locomotive. Seguendo questo sistema potei svolgere la strada da S. Felice a Pracchia, sopra una lunghezza di metri 16,560 con pendenze che variavano da 1/40 a 1/801 o con curve il di cui raggio minimo era metri 350”.

Ed in appresso parlando della convenienza di preferire o la linea esercitabile con locomotive, o quella con piani inclinati da esigere le macchine fisse a corde, si esprime così:

“Non ostante non posso a meno di aggiungere, che uno studio attento dell’esercizio di vie ferrate in Inghilterra, e nel continente, mi ha mostrato che fuori di pochi casi, e per tratti assai brevi2, quando il punto da superarsi con una strada ferrata e molto elevato, e vicino, conviene piuttosto stabilire dei piani inclinati con macchine fisse, di quello che andar cercando con molta spesa dei lunghi sviluppi. La differenza è notabilissima nelle spese di costruzione; ma è poi anche più notabile in quelle d’esercizio, che generalmente sono proporzionate alla lunghezza della strada. E tale differenza essendo importante colà dove abbonda a vilissimo prezzo il carbone fossile, molto più lo sarebbe qui dove il combustibile è caro. Un’altra ragione di economia esisterebbe per costruire con macchine fisse la strada tra Pistoja, e Porretta, e sarebbe quella di poter dare ad esse il movimento coll’acque del Reno, e dell’Ombrone”.

“La costruzione di una galleria più lunga, anche nell’ipotesi di doverla portare al massimo a metri 3900 non dovrebbe formare un grave ostacolo, dopo che si è veduto la sollecitudine con cui sono state scavate, per non parlare di altre, quella da Manchester a Sheffield lunga metri 5229 (mig. ingl. 3.20 catene) quella de la Nerthe tra Marsilia ed Avignone lunga metri 4600, quella di Blaizy lunga metri 4150. Ciò per la sua costruzione; giacchè

  1. Quantunque un tal resultato non sia vero come vedremo in appresso, pure convien credere che l’Autore avesse apportato il suo progetto un ultimo perfezionamento; poichè nella concessione ottenuta dal Governo Toscano nel 1846 si rileva, che le pendenze da Pistoja al confine presso Porretta variavano dall’1/37, 1/40, 1/49 come sta scritto nella Notificazione della R. Consulta, e della Direzione d’acque e strade de’ 22 Dicembre 1846 firmata Alessandro Manetti.
  2. A questo punto il Sig. Cini pone una nota per far sapere che sulla strada da Clarence a Hartlepool si hanno delle pendenze di 1/39, 1/35, e fino 1/32, e su quella di Birmingham a Cheltenham, la salita di Lickei ha l’inclinazione di 1/37 ⅔,: ma tace delle lunghezze per le quali così insigni pendenze sono state introdotte.