Pagina:Invernizio - La trovatella di Milano, Barbini, Milano, 1889.djvu/54

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— Curiosa: non volevo dirtelo. È un viaggio che deve assicurare la nostra felicità.

— È proprio vero?

— Ecco che tu dubiti nuovamente di me...

Il rossore salì alla fronte di Maria, che temette averlo offeso.

— No, no, perdonami, sono pazza — disse congiungendo le mani in atto di preghiera — ma se tu potessi vedere il mio cuore, comprenderesti che i miei dubbii, le mie paure, provengono dall’affetto ardente che ti porto.

— Lo so ed è per questo che non ti serbo rancore.

L’abbracciò di nuovo e la disgraziata sorrise per mostrare la sua felicità; ma gli occhi aveva pieni di lacrime...

Allorchè lo lasciò, Diego mise un sospiro di soddisfazione.

— Finalmente me ne sono liberato — pensava — Certo mi dispiace un poco l’ingannarla così, il perderla, ma sarei uno sciocco se per Maria mi lasciassi sfuggire Adriana.

Per ora, tutto mi è andato a seconda; ho il demonio dalla mia. Gabriele non immagina il tiro che gli ho giuocato e quando verrà a saperlo, sarò ben lungi da Milano con mia moglie.

Si passò una mano sulla fronte, poi le sue idee presero un altro corso.

— Perchè mi perseguita l’immagine di Maria? Eppure non l’amo ed il mio capriccio è stato soddisfatto. Bah! finirà anche lei a consolarsi ed è tanto bella, che non mancherà di trovare qualche gonzo che la sposi.