Pagina:Invernizio - La trovatella di Milano, Barbini, Milano, 1889.djvu/78

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— esclamò in tono duro, glaciale, — Potete allora risparmiarle, perchè non sono in vena di sentirle.

Diego si morse le labbra, tuttavia rispose con disinvoltura.

— Non montate in furore, mia cara, perchè come vedete, m’inchino rassegnato al vostro volere; può darsi però che fra poco desideriate assai più un linguaggio tenero, galante a quello che vi ho preparato,

Adriana colle labbra strette frenava l’impazienza, la collera che suscitavano in lei quelle parole: provava una sensazione dolorosa.

Diego si passò la mano bianca sulla fronte: non sorrideva più...

— Del resto ero preparato a questa accoglienza — aggiunse — e se mi sono permesso di comparirvi dinanzi, non è stato senza lotta... Ma ero stanco della parte ridicola che mi fate fare; infine vi ho presa io a forza?

La giovine donna si alzò bruscamente, cogli occhi fiammeggianti.

— Colla forza no — disse fremendo d’indignazione — ma coll’inganno, il tradimento...

Aspettava quasi tremando la risposta del marito.

Egli si mise a ridere, di un riso aspro, convulso, che fece salire il rossore sulla fronte di Adriana: tuttavia seppe frenarsi.

— Ah! ah! vi hanno forse raccontato il tiro che giuocai al vostro sentimentale amante ed alla bella guantaia, una sciocca che prendeva sul serio le mie promesse, i miei giuramenti? Ebbene, non