Pagina:Invernizio - La trovatella di Milano, Barbini, Milano, 1889.djvu/79

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vi nego di esserne l’autore e che perciò? Tutti i mezzi sono buoni quando si vuol giungere ad uno scopo ed il mio era quello di possedervi, perchè vi amavo.

Adriana era pallida di un furore indicibile.

— Non bestemmiate la parola amore. Voi avete compiuta un’azione vigliacca, infame, malvagia. Ed io non voglio passare per vostra complice, nè sopportare più a lungo la vergogna di vivere sotto il vostro tetto: però vi cedo il posto.

Fece un passo verso l’uscio, ma Diego più pronto di lei, balzò in piedi ed afferrandola con violenza per un braccio.

— Voi non uscirete — disse con voce sorda — prima di avermi ascoltato.

Ella non chinò gli occhi sotto lo sguardo infocato, terribile del marito.

— Avete qualche altra vergogna a rivelarmi? — esclamò lentamente.

— L’avete scelta bene la parola: sì... una vergogna, che farà chinare la vostra fronte superba, schiaccierà quell’orgoglio che vi domina...

Ella si era svincolata da lui ed aveva incrociate le braccia al seno fremente.

— Scendete anche all’insulto, signore...

— Non si insulta, quando si parla la voce della verità. Credete che se io non vi avessi ottenuta con un inganno, altri vi avrebbe sposata? Sapete chi sia stato vostro padre, l’uomo che la società stima, rispetta, perchè ne ha dimenticate le sembianze, le gesta malvagie? Un’infame spia, un traditore della patria, che il popolo mi-