Pagina:Invernizio - La trovatella di Milano, Barbini, Milano, 1889.djvu/84

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Intanto al rumore della detonazione, erano accorsi Gabriele, Clarina ed il domestico di Diego.

Il servo dato una rapida occhiata alla scena drammatica, se la svignò quasi subito,

Clarina era accorsa al letto della sua padrona, che non dava segni di vita.

Gabriele veduto il corpo sanguinoso di Diego, afferrò bruscamente per un braccio la guantaia, chiedendole con voce commossa, tronca.

— Sciagurata, che avete fatto?

Ella conservava sempre un sorriso crudele sulle labbra.

— Lo vedete: mi sono vendicata... ed ho vendicati gli altri; ora costui non potrà più nuocere ad alcuno.

— È morto?

— Sì... la mia mano non ha tremato nel prendere la mira; devo avergli spezzato il cuore, come egli ha spezzato un giorno il mio.

Si passò una mano sulla fronte, rivolse lo sguardo verso il letto... e tornando al sentimento della realtà.

— Non occupatevi di lui, che non lo merita — disse con voce rapida e breve — pensate piuttosto a salvare la donna che amate.

Gabriele trasalì.

— Mio Dio... sembra morta — esclamò — Che è dunque successo?

Un lungo brivido percorse il corpo di Maria.

— Qui non vi hanno che cuori devoti a quella sventurata — pronunziò con voce lenta — quindi posso dirvi tutto: ah! vedete... quell’infame non