Pagina:Invernizio - La trovatella di Milano, Barbini, Milano, 1889.djvu/92

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luna di miele la solitudine di quella villetta presso Cernusco-Merate, così poteva continuamente recarsi a Milano...

Ma il marchese Diego dopo alcuni giorni pareva aver dimenticati i suoi giuramenti: si erano incontrati una sol volta, ed egli si era mostrato freddo, annoiato, rispondendo alle sue smanie, alle sue suppliche di non abbandonarla, con delle beffe, parole insultanti, e persino con delle minaccie...

Ella aveva tutto sofferto, illudendosi ancora, sperando sempre che il giovane sarebbe ritornato a lei; ma Diego non le dette più segno di vita.

Folle, disperata, gli aveva scritto più volte senza ottenerne risposta.

Descrisse per quale periodo d’ansia, di disperazione, di amarezze era passato il suo cuore... e come a poco a poco un istinto di ribellione si fosse fatto strada nella sua anima.

E si rivolse alla marchesa Adriana, e nella gelosia che la torturava, le rivelò tutta la verità.

La giovine sposa aveva avuta una scena violente col marito, poi l’aveva abbandonato per ritirarsi col padre.

Seppe tutto ciò da Diego che si era recato furente da lei, poi ad un tratto parve che egli si ammansasse, tornò a parlarle d’amore, l’invitò a recarsi con lui nella villa stessa, dove era stato con sua moglie,

Disse che ebbe tosto il presentimento che l’attirasse in un tranello, perchè aveva letto qual-