Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/210

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la chiesa di S. Modesto in Benevento, edisicò accosto alla medesima un monastero che fu donato ai monaci Cassinesi, e dotato di non poche entrate da Grimoaldo, il quale vi nominò per abate Bentogrado suo zio. Fu questo il primo monastero posseduto dai cassinesi in Benevento, e il più dovizioso ed ampio dopo quello di S. Sofia, ove professarono vita religiosa molti preclari personaggi legati per sangue ai principi longobardi, i quali ne accrebbero la dotazione, accordandogli inoltre estesi privilegi, dei quali fanno menzione le cronache municipali. Ma il primo che illustrò questo monastero fu Aione vescovo di Benevento, il quale nell’anno 875 gli concesse il godimento di alcune chiese, che dichiarò esenti da ogni altra giurisdizione. E pare che anche alcuni principi stranieri in diversi tempi dotarono quel monastero di ampissimi privilegi, da che in un diploma di Landolfo principe di Benevento e Capua dell’anno 875 si legge una illimitata conferma di tutti i privilegi concessigli da imperadori, principi e duchi. Gli abati di S. Modesto furono sempre i più reputati personaggi della Congregazione Cassinese, e fu per questo che esercitarono cotanta autorità in Benevento e in altri stati. E lo stesso Federico imperadore, benchè avverso alle donazioni ecclesiastiche, pur nonostante pubblicò un editto in favore di questo monastero, che insino ad epoca non remota ritenne la spirituale giurisdizione nella terra di S. Giorgio in Montefuscolo, che fu poi in seguito aggregata alla diocesi di Benevento.

E qui non debbo omettere che — secondo alcuni cronisti — in occasione della morte di Ildebrando vescovo di Benevento, dovendosi adunare i comizii con l’intervento del clero e del popolo per eleggere, secondo il costume dei tempi? il suo successore, nascessero dei dissapori tra il duca e i cittadini, e che Grimoaldo, per essere propenso alle dottrine di Ario, si adoperasse a tutto potere nell’elezione a fine che riuscisse vescovo uno dei seguaci di quella setta. E ostando i cattolici alle sue mire, e venuto il papa a conoscere tali pratiche, scrisse ai beneventani di star saldi, e di non consentire a verun patto che fosse assunto al ve-