Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/227

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sua patria, trasferito a Benevento, dove in qualità di affidato fruiva dei dritti statutarii. Ma amor di patria lo spinse nel tramonto di un giorno di festa a tornarsene nel suo nativo paese. Giunto a due miglia da Benevento, nelle adiacenze del fiume Sabato, intese un gran festivo strepito di uomini e donne da lui creduti mietitori di grano e raccoglitori di spiche che altamente gridavano: Ben venga il giovedì ed il venerdì, a cui per ischerzo il Lamberto, anch’esso gridando, soggiunse: e il sabato e la domenica ancora. Gli fece plauso allora quella turba; ed una di quelle donne, appressatosi a lui, prese a toccargli la persona, ed a staccargli la gobba: indi tra gli scherzi e l’allegria della baccante moltitudine, lo menò sotto un prossimo gran noce, intorno al quale egli vide imbandite mense appetitose. Il gobbo allora non fu tardo a sospettare che tutt’altra fosse quella gente di ciò che appariva; onde incominciò a gridare: — Viva Gesù, viva Maria — Subito a tali voci, come pula al vento, scomparvero mense, uomini e donne, e lo sciagurato si convinse che era stato quello un convegno di streghe. E, proseguendo poscia il suo cammino nelle fresche ore mattutine, giunse avanti la porta della casa da lui abitata, ove bussò più volte invano. Infine la cauta moglie di lui, chiamatolo a nome, non volle fidarsi alla voce; ma si fece alla vicina finestra, e vedendolo senza gobba dubitò con ragione di qualche inganno; per lo che prese ad esclamar forte e ad empier l’aria di grida, per modo che indusse il marito a farsi ravvisare dai vicini, narrando a tutti l’incoltagli avventura (Alvano).

Però non si può sconvenire che queste opinioni sarebbero state in breve tempo derise, se arguti scrittori di altre parti d’Italia non si fossero sbizzarriti a ridire per celia siffatte stranezze, ribadendo in tal guisa coi loro scritti i sogni superstiziosi del popolino.

E a chi non è nota la graziosa lettera del Redi, cotanto letta e gradita ad ogni maniera di lettori, in cui l'illustre autore narra la leggenda del gobbo di Peretola? «Il quale avendo veduto che un altro gobbo suo vicino dopo un certo viaggio era tornato al suo paese bello e diritto, essen-