Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/230

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ispecial guisa negli ultimi anni del governo di Romoaldo egli potea ritenersi come l’arbitro d’ogni cosa, tanto potere esercitava nell’animo del duca e dei cittadini. Ed avendogli Romoaldo promesso un giorno di concedergli tutto ciò che avrebbe chiesto in terre e possessioni, si crede che il vescovo gli avesse risposto. «Se intendi di offerire un dono per la tua salute, risolviti a sottoporre del tutto alla sede di S. Maria di Benevento, di cui sono vescovo, la casa di S. Michele, ch’è nel Gargano, e quanto è nella giurisdizione del vescovado di Siponto. E avendo il duca assentito alla sua domanda, fu aggiunta alla detta sede sia la casa di S. Michele che la chiesa di Siponto con tutta la diocesi.

E alla diocesi di Benevento furono in seguito aggregate anche le chiese di Bovino, Larino ed Ascoli, le quali erano cadute in rovina dopo la conquista dei longobardi, e rimaste perciò prive di vescovo. Ma non è però a tacere che il Pellegrino, il Giannone, il Sarnelli, l’Ughelli ed altri dopo Mario della Vipera affermarono che l’unione delle anzidette chiese fu conceduta dal papa Vitaliano, e ne adducono in prova la bolla, la quale fu supposta posteriore all’anno 839. Infatti in questo anno Orso vescovo di Benevento, contendendo ai Benedettini la giurisdizione della chiesa di S. Felice — poichè, per esservi il fonte Battesimale, le donazioni ad essi fatte ostavano ai canoni — gli fu argutamente risposto che, se intendea limitarsi a quanto era prescritto dai canoni, gli era d’uopo in primo luogo rinunziare alla chiesa di Siponto che, in contraddizione dei canoni, da lui si tenea. E da ciò si deduce che quella concessione non fu che soltanto ratificata dal papa dopo un certo volgere di tempo.

S. Barbato resse santamente per il restante della sua mortale carriera la chiesa di Benevento. E sebbene questa non fosse stata ancora elevata alla dignità di Arcivescovado, non ostante, scrive il Vipera, se non fregiavasi allora la chiesa di Benevento del nome e del titolo di Arcivescovado, poteva considerarsi tale in quanto agli effetti e alla giurisdizione.

Ed altri scrittori aggiungono che il papa Vitaliano, a significare in quale concetto si avesse il vescovo S. Barbato,