Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/236

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ne. In questo fatto d’armi vennero trucidati più di trecento longobardi insieme ai loro castaidi, e furono tratti in Napoli da oltre cinquecento prigionieri. Pare che a Romoaldo II, dopo un tale disastro, fosse mancato l’animo di tentare novelle imprese, poiché non si ha contezza di altri suoi fatti guerreschi.

Nell’anno 712 fu eletto re di Pavia il celebre Liutprando. Questo principe, dotato di alta mente, non fu men prode che savio, e gli riuscì non pure di rinnovare il prestigio della dignità reale, umiliata dai suoi precessori, ma di estendere di molto le relazioni politiche del suo regno. Egli concepì l’ardimentoso disegno di congiungere sotto il suo scettro l’Italia intera, e, per venirne a capo, si propose non solo di conquistare tutte le contrade che si teneano tuttora per l’impero, ma di sottoporre al suo giogo i ducati divenuti omai liberi di Benevento e di Spoleto. Però non volgendo ancora i tempi favorevoli a porre in effetto compiutamente i suoi disegni, perchè la sua potenza non potea dirsi bori assodata, comprese che sarebbe stata follia cimentarsi allora con quei potentissimi duchi, e quindi li tenne per più anni a bada, infingendosi loro amico, mentre spiava accortamente l’occasione propizia per mandare a fine i suoi divisamenti. E ruminando tali cose strinse parentado col duca Romoaldo, facendolo sposo di Guntberga, figlia della sua germana Aurona, seguendo in ciò l’esempio di Bertarido che nello stesso modo contrasse parentela con Romoaldo I.

Non fu che nello scorcio dell’anno 729 che Liutprando cominciò a dar segno delle sue ostili intenzioni verso quei ducati; ma, prima di narrare gli avvenimenti ulteriori, mi studierò, a base dei pochi documenti tramandatici dal duca Romoaldo, d’investigare brevemente qual modo tennero i duchi di Benevento per venire in tanta potenza, tenendosi quasi indipendenti dal regno di Pavia, ed estranei alle vicende politiche degli altri ducati.

Egli è vero che si è più volte accennato all’indipendenza dei duchi beneventani, ma ora fa bisogno trattare più di proposito una tale questione.