Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/238

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no di sottrarsi alla loro dipendenza, essi sopprimevano la dignità ducale, sostituendo al duca il Gastaldo. E in appresso anche nei ducati, retti come innanzi dai duchi, si ruppe ogni legame tra essi e i Gastaldi, e i territori sui quali costoro esercitavano la loro giurisdizione si serbarono autonomi e indipendenti da quelli.

Al tempo del re Liutprando ciascuna delle due autorità avea un potere speciale e limiti certi, e si svolgeva in una cerchia determinata. Il regno consisteva in un certo numero di ducati e di Gastaldie, e sembra che in numero prevalessero queste. Dopo tali innovazioni si resero i duchi nei loro stati liberi affatto da qualsiasi ingerenza dei Gastaldi, ma i loro territorii furono nella massima parte meno estesi, e quindi la potenza del re crebbe di molto, perchè avvalorata dall’opera dei Gastaldi nelle contrade rette da essi. E infine i re conservarono il loro potere sui duchi nei singoli territorii mercè la nomina, che eransi riservata, agli ufficii minori, salvo assai pochi che conferivansi direttamente dai duchi.

Ma il ducato di Benevento trovavasi in ben altre condizioni. In primo luogo ivi il duca non era nominato dal re, per esser divenuta ereditaria la sua dignità, e infatti dopo la morte di Arechi al padre successe il figlio, al fratello il fratello. E benchè sia vero che gli scrittori facciano menzione di una elezione popolare, pur tuttavia è innegabile che il popolo si attenne sempre al sistema di conservare il dritto ereditario, e anche quando occorse che il prossimo erede o fosse minore, o assai giovane di anni, o pure scemo di mente, come si verificò in Aione, essi conferirono sempre la corona al legittimo successore del duca estinto, senza dar luogo a veruna eccezione. Nè vi furono mai contese ed opposizioni per la elezione di questi principi, nè si avverò mai che il popolo, dopo eletto un duca, si fosse dato pensiero di chiederne la conferma dal re, e fa specie come mai, in tale condizion di cose, i re longobardi avessero potuto nutrire lusinga che i duchi di Benevento si fossero creduti vassalli della corona.

Secondariamente non erano in Benevento i così detti