Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/255

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alcuni greci navigli doveano dalla Sicilia spedirsi ad Otranto per insignorirsene di accordo coi longobardi; che la città dovea sottoporsi al dominio greco, e che Liutprando ed il suo confidente Giovanni doveano essere consegnati al re. Per siffatto modo Otranto addivenne città greca, e col volgere del tempo gli imperadori greci se ne avvalsero per estendere novellamente il dominio nella parte Sud-Est d’Italia.

Arechi II resse 30 anni circa il ducato di Benevento, ma dei primi sedici anni del suo governo intercorsi sino alla conquista del regno longobardo operata da Carlo Magno, la Istoria non ci ha tramandato che scarse e incompiute notizie. Sul principio del 764 intraprese la guerra di Napoli, e la condusse con tanta saviezza; che, a detta di non pochi scrittori, la città di Napoli aderì pel suo meglio a rendergli un annuo tributo, e ad affidargli per ostaggio Cesario figliuolo del duca Stefano. E quantunque non tutti gli storici siano in ciò concordi, non pare tuttavia di poterne dubitare, imperocché un tal fatto risulta provato da alcuni versi incisi sulla sepoltura di Cesario, e che furono riportati dal Capaccio. Indi ampliò lo stato dalla parte dei piacentini, che sono i popoli della provincia, nota più secoli dopo col titolo di Principato Citra, la quale per lo innanzi non dipese mai dai duchi di Benevento. E infine prese a fortificare d’ogni parte la città di Salerno, costruendovi molte torri d’intorno; poiché molto era vago di possedere una fortezza di primo ordine sul mar Tirreno, e ivi costruì ancora un palagio che fu annoverato tra i più sontuosi dell’età di mezzo, e dove si piacque assai spesso di abitare.

Quando Carlo Magno nel 774, assecondando l’invito di Adriano I, superò le Chiuse ed espugnata Pavia diede fine al regno dei longobardi in Italia, conducendo prigione in Francia il re Desiderio, le parti principali del regno longobardo nell’Italia superiore si arresero di buon grado al conquistatore, il quale ne tenne il supremo potere; ma per lo contrario non tentò neppure di soggiogare i floridi ducati di Spoleto e di Benevento.

In tutto quel tempo Arechi, genero del re Desiderio,