Pagina:Isernia - Istoria di Benevento I.djvu/76

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in guerra, non ostante che il re Pirro avesse emanato severi ordini, perchè fosse serbato in vita. Tuttavia Pirro, il quale non dava fede alle potenze occulte che incutevano tanta tema nel volgo, seguì francamente a combattere, e, comechè soggiacesse a gravissime perdite, gli fu dato infine di ributtare i Romani.

Poco dopo una tale vittoria ottenne da Roma una tregua, durante la quale accettò l’invito di recarsi a francare la Sicilia dal giogo dei Cartaginesi; ma i collegati, e specialmente i Sanniti, messi alle strette dai Romani, chiesero a Pirro che non indugiasse a correre in loro soccorso. Egli allora approdò a Taranto con una armata di barbari mercenarii, e si avanzò col grosso dell’esercito contro Curio Dentato, e lungo le rive del Calore, nella pianura che giace tra Taurasi e Benevento, tentò di coglierlo alla sprovveduta nelle proprie trincee, ma andato a male siffatto tentativo, esso fu causa della sua disfatta. E in questa battaglia gli stessi elefanti agevolarono ai Romani la vittoria, poichè, punti col ferro e col fuoco e messi in fuga, scompigliarono in un attimo tutte le ordinanze di Pirro. Curio Dentato celebrò con un solenne trionfo una sì grande vittoria conducendo dietro al suo carro Molossi, Tessali, Macedoni, Appuli, Bruzi, Lucani, Sanniti e i famosi elefanti di Pirro che incussero un tempo tanto terrore ai Romani, e che, a rendere più fastoso il trionfo, seguivano i vittoriosi destrieri.

Pirro dopo essersi per poco tempo ricoverato in Taranto, si partì dall’Italia, e i Sanniti, senza buttarsi al disperato, ripresero la guerra contro i Romani, e si azzuffarono nell’anno 480 col console C. Claudio Canina, ma furon vinti, e nell’anno seguente, combattendo contro il console Papirio Cursore e il suo collega Carvilio, subirono una maggiore sconfitta, poichè rimasero morti sul campo da forse 25000 Sanniti, e altri 5000 si arresero prigioni. La federazione Sannita dopo un sì infausto combattimento fu costretta a dare per ostaggi i suoi più illustri guerrieri, e narrasi che un tal Lollio, che era del numero, riuscito a fuggire, si diede a percorrere il Sannio in tutti i punti, e fece appello alle ultime sparse reliquie delle