Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/131

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fedelissima per tanti beneficii e privilegi ottenuti, e ove, quando Carlo d’Angiò tolse in Roma la corona di Napoli, ad uno a Consiglio la maggior parte dei suoi baroni nella sala del palazzo regio, già sede dei principi longobardi, per riceverne il giuramento di fedeltà.

Benevento in quel tempo pel forte luogo, e altre ragioni di guerra, con assai difficoltà avrebbe potuto essere presa di assalto, ed ivi Manfredi avea la scelta o di accettare battaglia, o di ridursi nella Puglia. E inoltre gli sarebbe stato colà assai facile contendere il passo al re Carlo, il quale nè avrebbe potuto recarsi in Napoli, nè muovere verso la Puglia se non per la via di Benevento.

Carlo allora, senza tenere il cammino dritto di Capua, valicato il Volturno in un punto ove era passibile il guado, per luoghi aspri e montagnosi, in gran difetto di danaro e di vettovaglie, giunse sul mezzodì del 26 febbraio 1266 in vicinanza di Benevento, su una collina a cavaliere di un’ampia valle assai acconcia ad una battaglia campale, e, come asseriscono gli storici, lontana due miglia dalle rive del fiume Calore.

Appena Manfredi vide apparire da lungi le abbonite insegne, udito il consiglio di alcuni suoi fidi in cui riponeva maggiore fiducia, si attenne al partito di combattere senza indugio lo stanco e trafelato avversario innanzi che si riposasse. E uscito dalla città, passò il ponte che era sul fiume Calore, e fece sfilare la sua cavalleria in un gran piano, e propriamente, secondo gli storici, nel luogo denominato la Pietra a Roseto.

Questa deliberazione del re Manfredi è concordemente biasimata da tutti gli scrittori, imperocchè coll’attendere due o tre altri giorni, Manfredi, senza vibrare un colpo di spada, avrebbe avuto in suo potere l’armata di Carlo, per la totale mancanza di vivande per i soldati, e di moneta per procacciarsele. E inoltre in breve volgere di tempo avrebbe potuto di leggieri accogliere nei dintorni di Benevento le sue genti sparse nella Sicilia, negli Abruzzi, e in altri luoghi, e con esse sopraffare l’esercito provenzale. G