Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/160

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colmo di onori, e, come leggesi nella vita che di lui scrisse Leodrisio Crivelli, nonché negli annali di Lorenzo Buonincontri, ottenne anche in dono dalla regina la città di Benevento, ma tuttavia non appare evidente che una tale cessione avesse avuto luogo col buon volere del papa. Però è molto verosimile che vi fosse stato il suo consentimento, poiché in quei tempi Giovanna II era assai innanzi nelle grazie di Martino Y, e non meno di essa lo Sforza, che fu assunto all’altissima dignità di Gonfaloniere della chiesa, e che, stando agli stipendii del papa, guerreggiò con prospero successo contro Braccio da Montone Perugino, che avea occupate varie terre dello stato pontificio. E vi han pure documenti nel nostro archivio comunale per accertare che lo Sforza, stato qualche tempo prigioniero nella rocca di Benevento, resse questa città dal 1418 sino al 1424, nel quale anno morì sommerso in un gorgo appo il fiume Pescara.

Giovanna II chiuse la sua mortai carriera nel febbraio del 1435, dichiarando erede del regno Renato, germano del defunto Ludovico d’Angiò, ma a questi ne fu conteso il possesso da Alfonso d’Aragona, che, per essere stato dalla regina Giovanna precedentemente adottato, aspirava alla corona di Napoli. Alfonso era sostenuto da una potente fazione, ma il papa Eugenio IV ritenne devoluto il regno alla Santa Sede, e perciò prese a caldeggiare il partito di Renato.

Questi, vedendosi in difetto di danaro e di soldati, deliberò recarsi negli Abruzzi, ove confidava di poter ristorare le sue forze, per essergli fido il popolo. E a tal fine si partì celatamente da Napoli, e per la via di Altavilla giunse in Benevento, in cui si soffermò alquanto, e poi riprese il suo cammino per gli Abruzzi.

In quella conoscendo la regina Isabella, moglie di Renato, di non essere atta a resistere ad Alfonso con lo scarso presidio lasciato in Napoli dal marito, chiese aiuto al papa, e questi spedì contro l’Aragonese nell’anno 1436 con numerosa soldatesca Giovanni Vitelleschi patriarca d’Alessandria, il quale vinse in Apruzzo i capitani di Alfonso, e conquistò assai paesi, ma indarno, poiché subito dopo senza proseguire