Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/204

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

– 195 –

simo tempo dal Vicario che le tasse arbitrarie venisser tolte, e che la città di Napoli non fosse priva di quei dritti che Carlo V le avea conceduti. (Riccardi). Si temeva che tali innovazioni avessero potuto ridestare un sentimento di simpatia anche nel popolo beneventano; ma essendo da secoli la forma di governo della città di Benevento del tutto dissimile dalla mala signoria che accorava la plebe napoletana, non riuscì malagevole al Consiglio Comunale e alle altre autorità del paese di dissuadere il popolo dal tentare qualche novità. E oltre a ciò, antivedendo la possibilità di una sommossa popolare, il consiglio rifece le porte e le mura della città, che era in ogni parte assai bene fortificata.

Ma, ucciso Masaniello, la durezza del governo spagnuolo si estese in certo modo anche alla città di Benevento, poiché essendosi quivi rifugiati varii disertori dell’esercito napoletano, i quali parteggiavano per la causa del popolo, il viceré ne chiese la consegna. E poiché il consiglio non sembrava propenso a voler aderire a siffatta domanda, egli mandò numerosa milizia a circondare d’ogni intorno la città, per modo che ai cittadini era affatto vietato di uscire da Benevento, e niuno vi si poteva introdurre dalla campagna. Il Consiglio non riuscendo a risolvere il viceré a levare il blocco dalla città, dopo lunghe e non mai intermesse pratiche, uniformandosi ai consigli della Corte Romana, si limitò a dare lo sfratto ai soli rei di lesa maestà, dei quali chi potè mettersi in salvo, e chi meno avventurato cadde in potere del nemico. E per tal guisa si potè indurre con assai difficoltà il viceré a ordinare che le sue truppe rientrassero nel regno, e non apportassero ulteriori molestie al contado e alla città di Benevento.

Intanto dalle frequenti incursioni dei banditi e dal blocco era venuto assai scapito al commercio di Benevento, per cui i cittadini, traendo profitto della prossimità dei due fiumi, e della condizione della città, diedero opera a formare varie associazioni più o meno numerose, per dar moto a svariate industrie, e attirare in Benevento lo sviato commercio. Nè furono deluse le loro speranze, poiché dopo qualche anno