Pagina:Isernia - Istoria di Benevento II.djvu/76

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pontificia dei 25 giugno del 969. E Landolfo, vescovo beneventano, fu il primo a prendere il titolo di arcivescovo; e, con le sue pubbliche e private virtù, illustrava un sì alto seggio per lo spazio di anni quattordici; sinchè nel 970 deputò Maldefrido a primo vescovo della città di S. Agata dei Goti, dopo che fu ripristinata la cattedrale in quella città; e lo stesso pontefice gli assegnò le chiese suffraganee colla potestà di ordinarvi i vescovi: e furono S. Agata, Avellino, Quintodecimo, Ariano, Ascoli, Bovino, Yolturara, Larino, Telese e Alife.

Il Duomo di Benevento, che già nei passati tempi era noverato tra le più notevoli chiese degli ampii stati di Pandolfo I, addivenne man mano, da quell’epoca in poi, uno dei più sontuosi tempii del mezzodì d’Italia. E siccome anche ora, dopo tante vicende, è, dopo l’Arco Traiano, il più mirabile edilizio che possa attestare la nostra passata grandezza, così credo indispensabile di porgerne in questo luogo una breve ma esatta descrizione.

Dell’antichissimo Duomo di Benevento, consacrato da Davide XXXI, vescovo beneventano, nel dì 15 ottobre dell’anno 600 dell’èra cristiana in onore della SS. Vergine Maria Assunta in cielo, e atterrato dal tremuoto del 1688, non avanza ai nostri giorni che la porta maggiore di bronzo, le colonne che sono di puntello alle cinque navi, le due cattedre di marmo, ed il campanile. Questo rimase incompiuto, e la maggior parte dei massi che lo compongono furono tolti con vandalico esempio al nostro antichissimo teatro, e perciò la sua costruzione apportò due gravi mali, la deturpazione della facciata del tempio, e la distruzione di una parte di quel grandioso monumento romano. Avanti la cattedrale, ergevasi un rinomato atrio detto Paradiso, il quale era decorato di molti tumuli d’illustri principi longobardi di Benevento; ma il cardinale Arcivescovo Ruggiero verso il 1200 lo diroccava per dar luogo alla facciata della Chiesa, e tra’ marmi riquadrati di essa collocò senza scelta le lapidi sepolcrali dei detti tumuli in caratteri longobardi. La facciata di marmo è di quel genere di architettura che dicesi grottesco-longobardo, sol perchè prevalse nei tempi della loro Signoria. Le