Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/170

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Libro Secondo. 131

Giovanni Colonna, all'hora della Marca Presidente, richiamato l'avanzo de' Cittadini, che vaganti, senza la Patria si trovano, refondaronla più in giù al piano, là dove il Bosso, e'l Borano, con angolo poco men che acuto s'incontrano, in mezo à punto al corso della Romana strada; e nel gettar che fecero ne i primi fondamenti le pietre, correva l'Anno della nostra Salute 1289. li 9. Febraro, in giorno di Mercurio, intorno alla prima hora del giorno sudetto (come riferisce l'Alberti) anzi gli Annali stessi del la Città fondata, citati dal medesimo Alberti, e di parola in parola nel suo Volume copiati, in questa riedificatione volle il medesimo Pontefice un nome nuovo imporli: Onde chiamata fù Città di Sant'Angelo Papale; mà poi morto Nicola ripigliando l'antico, da tutti Cagli s'appella. E con tal ordine d'Architettura fù in questa Penisola riedificata, che riuscì la più ben composta, & la più vaga di ogni altra, che trovasi nella Senonia Terra fondata; vedendosi hoggi di grosse, e forti mura di viva pietra munita; in cinque ample, e diritte strade principali, da un capo all'altro della Città scorrenti, le quali con altre principali sono con vaga intersatura divise, e traversate: Onde più angoli retti con esse ne formano; à cui centro il Foro amplissimo, travisato con sottil magistero di candida, e viva pietra, nella cui fronte superbissime strutture s'inalzano, rendendolo con prospettive loro quasi comico Teatro: principalmente il Palagio maestoso del Publico, ove del Magistrato giace la residenza; & il Pretoreo, nel quale della Città i Governatori, con la lor Corte soggiornano. In più luoghi trà queste vie si vedono sorgere abbondevoli fonti di limpidissima acqua; & in particolare uno, che di finissimo marmo fabricato, con ispessi rampolli spruzza in giro copiose l'acque al Cielo; & sicome questo è il più bello, & il più ricco d'onde, pigliando un fiume di esse, che dal vicino Monta per condotto descende, à tutti gli suoi avanzi comparte: indi esso per accidente mancando, essausta resta la Cittade; gli habitanti forzati sono di uscire per provedersene fuori, & di far ricorso al fonte, che verso à l?ostro, frà la detta Città, e'l fiume da una ripa scaturisce. Altri sontuosi edificij publici, e privati, oltre i descritti si vedono; come Torrioni muniti in guisa di fortissime ROcche; & oltre gli accennati, un'altro Palagio publico, che gran Corte rassembra, il quale già fù di un nobile Cittadino, & al presente viene dalla Santa Casa di Loreto goduto: ove tutti gli addobbamenti sono, che vedonsi nelle Case de' Grandi. Sei Conventi di Religiosi al servitio spirituale in questa Città dimorano, trè dentro alle mura, & tre fuori, benche vicino; i quali sono i Canonici Regolari di San Salvadore, i Padri Domenicani in San Giovanni, gli Heremitani in Sant'Agostino, i

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