Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/177

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138 Dell'Historie de' Galli Senoni.

sena vicino riedificandola; e ne gli edificij, di quelle macerie servendosi, appellarono Macerata: sicome dalle ruine d’Elia Recina, edificata Macerata della Marca, del medesimo nome chiamossi. Cosi attesta la traditione antica, lo statuto di quella Terra, e molti Scrittori, che di essa in qualche proposito parlino, & ispecie Livio Biondo ne i suoi componimenti, cosi cantando.

O tù delle ruine altera, e prima
Figlia del gran Petin, cui l’onte, e i danni
Già ristorasti in parte: e desti affanni
A chi di lui portò la spoglia opima.

Vedesi hoggi questa circondata di vecchissime mura, posta nel fianco di un Monte al mezo giorno; nelle cui radici è fabricato un sontuoso Borgo, il quale, benche non sia recinto di muri, essendo però da due fiumi, che d’intorno gli scorrono, quali lasciato in Isola, sicuro assai da predatori si rende: Indi, perche dal Borgo per due petrose vie alla Terra si poggia, per dove passò il Sommo Pontefice Giulio Secondo, Adrian cardinale, che questo viaggio descrive, come quì sotto ne canta:.

Ardua quæ saxo colitur Macerata vetusto
Hinc Petij vicoq; brevi succedimus &c.

Supponesi, che questa Terra habbia corso la medesima fortuna, che l’altre Città di quella Contrada, e che dopò la cacciata de’ Longobardi restasse alla Chiesa soggetta, e con le proprie Leggi in quella guisa, che prima distrutta fosse, si reggesse: Anco gli stessi Privilegi, dopò che fù dall’Apostolica Sede conceduta à i Feltreschi godendo, come sotto il Dominio di Casa Rovere; peròche, come hoggi si usa, gli suoi Magistrati creava, formando insieme Leggi Municipali, e Statuarie, con le quali anco reggesi di presente; benche la medesima Sede un Dottore vi mandi, che con pieno Dominio, col titolo di Podestà la governa; divolvendosi però da esso l’ultime istanze, non meno in civile, che nel criminale à Tribunali maggiori.

Non tanto dalla fama gloriosa dell’antico Petino, Macerata è divenuta illustre; quanto da molti huomini eccelsi, che furono suoi figli, sin’alle stelle ascese: Onde con ragione di lei si canta:

Clara viris doctis merito macerata superbit.

Quì hebbero i Natali gli eruditissimi Lorenzo, e Nicolò Abstemij: Vescovi, e Governatori di Città principali dello Stato Ecclesiastico; un Fiscale di Roma; un Vicelegato di Perugia; un’Auditor di Bologna; due Medici esperimentatissimi, che hanno à Sommi Pontefici, con gran lode del proprio valore servito, ed altri molti, che se non in dignità, nel grido almeno della propria fama stati sono à i nominati eguali.

Hà un Territorio alla sua Nobiltà confacevole, fertile, ed ameno, e

Monte