Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/51

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12 Dell'Historie de' Galli Senoni.

CAPITOLO QUINTO.

De i fiumi più famosi, che la Contrada inondano de' Senoni.


Da' otto illustri fiumi, l'Umbria Senonia irrigata viene, i quali con varij rami diversamente chiamati, dall'Apennino uscendo, rapidi corrono all'Adriatico in seno. E questi sono l'Esino, la Misa, il Suasano, il Metauro, l'Isauro, il Crustumio, il Rimino, e'l Rubicone. Trà essi i più abbondanti d'acque, sono l'Esino, il Metauro, & il Rimino, tutti trè atti à navigarsi, come altra volte si navigò l'Esino. Esio, che da un Rè di quella Regione prese il nome, (come nell'ottavo Libro riferisce Silio Italico, così scrivendone. Quis Aesis regnator erat fluvioque reliquit nomen, hà gli suoi principij nelle copiose vene de i Monti Inginij, al luogo, che dando l'acque à due Mari, Acqua pendente da' paesani s'appella; assai vicino all'antichissima Città Inginia, hor da volgari chiamata Gubbio, di dove per cupe valli, e per dirupi precipitosi correndo, & alla sinistra parte lasciando nella via Flaminia la Terra di Schieggia, le cui mura all'Oriente bagna, con altri fiumi sotto Catria s'incontra, e nell'incontro torcendo alquanto il corso, lascia convenevole spatio, dove stà posto il Castel dell'Isola, Contea molto antica de' Signori Odagi. Di quì nell'istesso modo trà sassi scendendo à i Cimiterij Emiliani si porta, ove con l'acque d'altri fiumi ingrossandosi, con più quieto moto i campi Sentini inonda, à tutto il Mondo sopra ogni fama noti, non meno per lo sacrificio, che ivi fè di se stesso Decio à gli Dei Tartarei, che per le segnalate vittorie ottenute per questo (à credere de i Gentili) da' Romani contro i loro nemici, & alle Porte di quella famosa Città, che hora Sassoferrato s'appella (inclita Madre del glorioso Bartolo, e di molti altri huomini essimij, che con le penne, e gli ostri fecero stimarsi Heroi) con l'acque del fiume Sanguirone, e della ricca Marena, che ivi è corrente sopra l'arene d'oro, accrescendo à se stesso potere, e forza, orgoglioso à gli aspri Monti della scoscesa Roscia se'n passa; nelle cui foci co'l fiume Giano s'unisce, che all'idustriosa, e grossa Terra di Fabriano