Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/54

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Libro Primo. 15

da ogni altro, che dopò lui ha scritto sopra la Geografia di esso, viene tra gli altri fiumi più celebri connumerato, Et da gli Historici molto illustrate sono le sue ripe, non tanto per le glorie, che in esse gli antichi Romani della sconfitta de’ Cartagine acquistarono, quanto per le famose vittorie, che sopra le medesime ne i più vicini tempi l’invitto Federico di Montefeltro hebbe contro l’anathematizato Sigismondo Malatesta, il quale con eserciti numerosi di fiera, e d’invida gente, a più potere tentava di opprimere la Chiesa Santa, e de gli suoi sudditi intorbidire la fede, tirandoli à forza all’ubbidienza sua. Dal Monte Sitria (nonmeno illustrato da i sette anni di Angelica, e di solitaria vita, che ne gli suoi antri oscuri, e beati menò Romoaldo il Santo, che dall’insigne Abbadia, nelle sue falde giacente) e da Catria, d’Italia Monte famoso riceve il Cesano gli suoi principii, e più a basso dall’abbondante Fonte Avellano accresciuto, con perpetuo corso strepitoso à i Belisi piani, e à i campi delitiosi della Pantana discende; indi le mura della Pergola bagnando co’l Cinischio s’incontra, il quale il Catria dal Fonte Avernoso pigliando anch’esso l’origine, per un’horrida e profonda valle precipitandosi, a Frontone raccogliesi, Contea assai popolosa de’ Signori Porti, di dove con più quieto corso per mezo al Piano scorrendo, che ad Angelo Capitano invitto, dal Biondo, e dal Leandro fino alle stelle inalzato, diede i bassi natali, alla Pergola si trasporta, d’intorno a cui involto in semicircolo, à mille sordidi artefici presta di se medesimo l’uso; dalle mani de' quali, poscia uscendo, tinto di cento colori, co’l Cesano si mischia: Onde così esso accresciuto, quanto più torbido, tanto più altero, et arrogante si mostra, con più strepitosi rugiti correndo al Mare; et alle radici di Monte Secco da un’altro Fiume, che da Monti Sentini discende, pigliando nuovi tributi, apre oltra modo in grande pianura la Valle, in cui, ove da i colli Miralbellesi vien spalleggiata, giaceno sepolte dall’Egittia Suasa le famosissime ceneri. E nel suo viaggio ricevendo spesso da ogni banda rivoli, e torrenti, di mediocre Fiume il nome s’acquista, e dando al corso di trentatré miglia il fine, carco d’arene nell’Adriatico precipitoso isbocca.

Dopò i piani di Marotta, ove più sanguinosa fù contro i Cartaginesi la battaglia, nove miglia dal Cesano distante, si trova il Metauro, il quale anch’egli col Mare, mischiandosi, ferma in quello delle sue acque il corso. Queso dopò il Tevere, et il Po, che Rè de’ Fiumi s’appella, il più famoso d’Italia viene assolutamente stimato, non meno per la bellezza delle sue sponde, le quali paiono con artificioso magistero fabricate, che per le due famose vittorie, che in esse a favore d’Italia, e dell’Imperio Romano, contro de i Barbari si ottennero; una delle quali fù la sopr’accennata, ove con gli suoi venne sconfitto Annibale, di cui a pieno

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