Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/558

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534 illustri italiani

Trento; nel quale uffizio ebbe occasione di far del bene, insinuando moderazione a coloro che erano dalla vittoria imbaldanziti; e compiacevasi d’aver potuto sottrarre alle fucilate quattro paesani, accusati d’intelligenza col nemico. Poi caduto quell’efimero dominio, egli sperimentò anche la prigione in Innsbruck, donde per altro uscì tanto pienamente giustificato, che il suo calunniatore fu mandato in bando. Lode a chi seppe, anche in tempi di fazione, far luogo alla verità: lode a quella buona popolazione, che in vero trionfo accogliendo l’innocente, lo compensò dei non meritati patimenti1.

V.


«La guerra, l’amor del riposo, l’avversione sua a mescolarsi alle turbolenze dei tempi, lo determinarono a rimanere nel Tirolo» (dice egli stesso) in uffizio di avvocato; finchè tornato l’ordine, i suoi desiderarono ripatriasse, e nel 1802 lo fecero elegger professore

  1. In quell’occasione furono, dalla imperiale stamperia di Roveredo, stampati versi italiani, latini e in dialetto trentino, con questo titolo: Pel felice ritorno da Innsbruk dell’illustrissimo signor Gian Domenico Romagnosi ex pretore di Trento, e consiglier aulico d’onore di S. A, R. vescovo e principe di Trento, a significazione di sincero giubilo dell’innocenza riconosciuta, si pubblicano le seguenti poesie. Melchiorre Cesarotti compose un’epigrafe latina, e scrisse lettera al Romagnosi come a poeta, esortandolo a dedicarsi di proposito alla conversazione delle Muse, che sono le più care consolatrici de’ guai della società, ecc.
    Fortunatamente il Romagnosi non adempì il voto del professore, e dopo un primo tentativo, fece divorzio dalle sante Muse. Che se i lettori fossero curiosi d’aver u» saggio del suo verseggiar, riferiremo alcune strofe del Pervigilio di Venere.

                                            Ami domane
                                                 Chi non amò;
                                                 E ancor chi amò
                                                 Ami domane.
                             Nuova e canora sorgere
                                  Già vedi primavera;
                                  In primavera il nascere
                                  Fu dato ad ogni sfera.
                             In primavera accordano
                                  Gli amori le lor voglie;
                                  Nido nuzial gli aligeri
                                  In primavera accoglie, ecc.

    Altri versi fece per occasione, meschini. Più volte noi si rideva del poco suo gusto poetico, pel quale a Manzoni preferiva l’abate Pozzoni.