Pagina:Italiani illustri ritratti da Cesare Cantù Vol.1.djvu/635

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vittoria colonna 611

dono essi, sono veramente religiosi, pii ed a Dio cari; e per contrario nimico ed odiato da Dio chiunque sèguita questa loro superba presunzione. E noi, signor mio, se non vogliamo far naufragio in questi pericolosissimi scogli, umiliamoci al cospetto di Dio, non ci lasciando indurre da ragione alcuna, per verisimile ch’ella ne paresse, a separarci dall’unione della Chiesa cattolica, dicendo con David: Vias tuas, Domine, demonstra mihi, et semitas tuas edoce me, quia tu es Deus salvator meus. E senza dubbio saremo esauditi, nam bonus et rectus Dominus, propterea diriget mansuetos in judicio,

    le quali finalmente l’uccisero acerbissimamente sul legno della croce. Queste cose considera ogni giorno il vero cristiano per imitare il suo maestro, per diventare umile, mansueto, amorevole, obbediente a Dio, per vincere la vergogna del mondo per essere paziente e costante nelle tribolazioni, e pigliare la sua croce ogni giorno, e seguire arditamente il suo signore. In Gesù Cristo impassibile e immortale e glorificato, considera il cristiano che egli, per la sua obbedienza, è stato esaltato da Dio ad un’altissima sublimità, e ha acquistalo un nome, che è sopra ogni altro nome: considera che egli è nostro pontefice, perciocchè intercede ogni ora per noi; che è nostro signore, perchè ci ha redenti e comperati col suo preziosissimo sangue: che è nostro re, perciocchè ci governa col suo spirito santo, così nelle cose temporali come nelle spirituali; che è nostro capo, perciocchè, siccome dal capo umano discende una virtù che dà vita e sentimento a tutto il corpo, così da Cristo glorioso discende ne’ suoi membri mistici una virtù divina, che li mistifica d’una vita sempiterna, e gli empie di doni e sentimenti spirituali e celesti; considera che egli ci porta un infinito amore; che ha più cura di noi che non abbiamo noi medesimi; che copre con la purità e perfezione sua tutte le nostre imperfezioni; che abita col suo spirito nelle anime nostre, e che finalmente ci farà abitare seco in paradiso, glorificandoci a immagine della gloria sua. Chi sarà colui che, considerando queste cose stupendissime con fede, non abbruci d’amor divino? che non s’innamori ardentissimamente di Dio e di Cristo? che non giudichi e tenga per un vilissimo fango tutti gli onori, tutte le ricchezze e tutti li contenti e piaceri del mondo? che non consacri l’anima sua e il corpo suo al suo Dio e a Cristo?
    «Signora mia, pensate sempre a Dio e a Cristo, e viverete una vita celeste in terra, vedrete in ogni cosa Dio e Cristo, farete ogni cosa per gloria di Dio e di Cristo, e amerete ogni cosa per amor di Dio e di Cristo.
    «Signora mia, in Cristo osservandissima, per obbedirvi mi son condotto presuntuosamente a parlare delle cose spirituali, nelle quali mi conosco poco esperto: ma siami conceduto di errare per questa volta; per l’avvenire cercherete persone sufficienti a tanta impresa, e lascerete stare me nel silenzio, pregando il signor Dio che mi dia orecchie da udire quello che egli parla secretamente al mio cuore. Prego sua divina maestà, che vi faccia sempre orare, adorare e meditare ad onore e gloria sua».
    Di Napoli il giorno XII di febbrajo MDXLII.