Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/37

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36 delle disposizioni personali

saprebbe a suo esempio determinarsi dalla bassezza delle azioni, e perchè non obbedisce che alla speranza di conciliare per se una estranea approvazione. Posso io dunque, lorchè questo sentimento dell’onore non pecca contro la delicatezza, chiamarlo simile alla virtù, e quel che ne risulta avrà agli occhi nostri presso a poco lo splendor della virtù istessa.

Paragonando ora i differenti naturali degli uomini, in tanto che l’una di queste tre specie di sentimenti vi domina e forma il loro morale carattere, trovaremo che ciascuno di essi è collegato con uno de’ temperamenti, come si è nell’uso di classificarli, e in tal modo che l’assenza d’ogni sentimento morale diverrebbe proprietà del flemmatico; non che il segno distintivo di questi diversi naturali unicamente consiste nelle fisiche opposizioni (giacchè non siam noi vaghi di esaminare in questo trattato, sentimenti più grossolani, come quella del personale interesse e della volgare voluttà, etc.; inclinazioni specialmente qualificate negli scritti de’ moralisti), ma perchè le morali tendenze, di cui abbiam noi parlato, meglio si accordano con gli altri temperamenti, e perchè vi si trovano realmente più sovente riunite.

Un profondo sentimento per la bellezza e per la dignità dell’umana natura, una ferma risolutezza, una forza di spirito per rapportarvi tutte le nostre azioni, a guisa di un principio universale, sono seriose e male si affanno con una leggiera allegria, o colla leggerezza d’uomo distratto. Queste qualità si avvicinano pure alla malinconia, sentimento tenero e nobile, destinato a nudrirsi di quel dolce terrore che infreddareb-