Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/39

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38 delle disposizioni personali

no il bel corredo della nostra natura: la loro assenza assoluta, conosciuta sotto il nome d’insensibilità, sarebbe la miserevole dote del temperamento flemmatico, che riguardasi pure, generalmente, come privo delle men depurate inclinazioni, com’è l’amore dell’oro e la ricerca di grossolana voluttà. In ogni caso, gli abbandonaremmo noi quel tristo corteggio con tutte le altre inclinazioni della stessa famiglia, senza farne l’enunciazione, che non appartiene al piano dell’opera nostra.

Esaminiamo pertanto più davvicino i sentimenti del Sublime e del Bello, principalmente nei loro morali rapporti, colla classificazione dei diversi temperamenti, come si è ammessa da noi.

L’uomo il di cui sentimento rientra nel melanconico, non riceve questa denominazione, perchè allontanato dalle gioie della vita, abbandonasi ad una scura tristezza, ma perchè i suoi sentimenti, dovessero pure ingrandirsi sin a un certo grado, o pur obbedire ad ogni altra nuova influenza, lo riporrebbero egualmente verso tale disposizione. Ei possiede, sopra ogn’altro, un sentimento pel Sublime. La stessa bellezza che sente egualmente con forza, non deve solo incantarlo, non farà essa nulla meno che il commoverlo, colpirlo, soprattutto quando sarà di una natura a spingerlo all’ammirazione. Il godimento de’ piaceri, per essere per lui più grave, non lascerà d’essere intimo e profondo. Le forti emozioni del Sublime hanno alcun che, il quale meglio si addica alla sua anima, che la viva attrattiva del Bello; troverà la sua felicità piuttosto nel contento che nell’allegrezza; e, per lo stesso motivo ch’egli è costante, vorrà subordinare